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17 ottobre 2006: Testimonianze di Assunta Ielapi e Pina Romani

Commemorazione delle vittime della miseria, Roma, Sagrato di S. Giovanni in Laterano
martedì 17 ottobre 2006.

GIORNATA MONDIALE DEL RIFIUTO DELLA MISERIA - ROMA 17 ottobre 2006

Testimonianza di Assunta Ielapi

Ogni mattina mi sveglio con la preoccupazione di trovare il cibo per i miei figli. Questa apprensione la scriverei su una delle tante mattonelle che testimoniano la disperazione e la fatica delle tante povere e poveri che hanno costruito il muro del coraggio a Méry-sur-Oise. Una donna disegna su una mattonella se stessa con i suoi quattro bambini e quattro pani. Un ricordo forte impresso nella mia memoria. Quante persone in tutto il mondo si alzano la mattina con il pensiero di trovare cibo per loro e per i loro familiari? Quanto tempo dovrà passare ancora affinché tutti possono nutrirsi e vivere? Sono arrabbiata ed impotente: cercare, sperare, disperarsi, impazzire, rubare, spacciare droga, uccidere, terrorizzare! Questa è la miseria!!! Perché? Perché nonostante il progresso si permette che l’uomo s’abbruttisca? Perché si permette che l’effimero diventi un falso bisogno di sopravvivenza e per il reale bisogno di vivere s’accecano gli esseri umani soffocando in loro i valori d’umanità per far emergere la bestialità primordiale? Scusate me, la mia piccola mente non vuole risposte di macroeconomia, di filosofia politica; non me ne frega niente!! Voglio con tutta me stessa che si costruiscono reali condizioni di parità. Ripenso al viaggio a Méry, un ridente posto vicino Parigi. Lì Padre Wresinski ha costruito insieme al Movimento ATD un luogo di lotta, di lavoro e di testimonianza dei diseredati, al di là del credo religioso o politico. Il mio cuore è pieno di tenerezza per questi anonimi dignitosi disperati. Nel mio cuore c’è posto anche per tanta indignazione: si continuano ancora a spendere soldi per gli armamenti, per giustificare tutte le guerre del mondo. Si mandano tanti giovani occidentali (poveri anche loro) ad uccidere ed guerreggiare con tanti altri giovani del sud del mondo, poveri d’una povertà tragica che spesso li conduce al fanatismo. Il dramma è che tutto questo si fa in nome della pace. Ho un cuore pieno d’amarezza: l’unica guerra per la pace è la guerra alla povertà e all’ignoranza sia nel nord che nel sud del mondo. Dovremmo unire le nostre piccole menti per scuotere le coscienze di chi vuole e può cambiare le cose. Cerchiamo tutte e tutti di desiderare di essere semplicemente umane ed umani sottraendo adesso e nel futuro le donne/madre all’umiliazione e alla disperazione di cercare invano il pane per se stesse e per i propri figli.

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Testimonianza di Pina Romani

Povertà: È una parola che vorrei eliminare dal vocabolario, purtroppo non è così, io la vivo ogni giorno a contatto con i vicini di casa. Io abito in un residence dove c’è ne tanta e se penso ai tantissimi senza tetto, agli emarginati, ai tanti bambini bisognosi e malati, mi ritengo una persona molto fortunata. A volte vorrei avere una bacchetta magica per dare alla mia famiglia e soprattutto al mondo intero tanta pace e benessere. Grazie.

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