logoATD Quarto Mondo Italia

La moltidunine invisibile

Una testimonianza spontanea
venerdì 28 settembre 2007.

In occasione della Giornata mondiale del rifiuto della miseria riceviamo e siamo lieti di pubblicare questa spontanea testimonianza di Maria Pinzani, giornalista e scrittrice, sincera ammiratrice di Padre Joseph Wresinski.

Passeggiare per Roma è una attività invidiabile e tale è considerata unanimamente. Ma, da qualche tempo una qualsiasi camminata per il centro si è trasformata in un esercizio che richiede abilità di slalom e una più massiccia dose di cinismo. Per argomentare, sia pur brevemente quanto affermato, cercherò di descrivere una passeggiata nel cuore della città in una mattinata d’autunno. La scalinata di Piazza di Spagna animata da giovani turisti o da studenti che hanno già marinato la scuola, passanti più frettolosi ansiosi di raggiungere luoghi di appuntamenti o signore predisposte allo shopping di lusso, altre persone, come me ad esempio, semplicemente a passeggio, ma tutti con una meta, tutti presi dal proprio agire prioritario. In questo contesto mi cade l’occhio su un mucchio di stracci neri, così mi sembra, ma nello scendere i gradini, come se avessi un teleobiettivo, mi rendo conto che si tratta di una vecchia letteralmente ripiegata in due. Il volto nascosto dalla pezzuola nera, solo due mani tese, tremolanti anch’esse come la testa. Una mendicante dunque, totalmente invisibile e ignorata. Alcuni allungano il passo, altri cambiano percorso nel bel mezzo della scalinata, tanto quella vista desta orrore. Come quella vecchia, così i bambini, i neri con quattro calzini in mano che tentano un approccio con un sorriso, così ogni giorno, così quasi ad ogni angolo di strada, mentre i passanti sono sempre più frettolosi e desiderosi semplicemente di “non vedere” e passare oltre.

Tutti sappiamo dell’esistenza di questa moltitudine, alcuni si danno da fare per donare oggetti o denaro, anche la propria attività in favore di questa moltitudine, ma è innegabile il fastidio che provoca la vista e l’incontro con i singoli soggetti di questa moltitudine.

Ho pensato a Joseph Wresinski e al suo libro “Parole per il domani” laddove la moltitudine informe si popola di persone in carne ed ossa che esprimono pensieri e sentimenti che entrano a pieno titolo nella comunicazione umana, in una parola escono da quella “clandestinità” cui li ha condannati la miseria.

Wresinski non si è limitato all’esempio e alla testimonianza della condivisione ma ha voluto che la moltitudine invisibile prendesse coscienza di avere il diritto di esistere anche agli occhi dell’altra moltitudine troppo preoccupata di salvaguardare il proprio luogo sicuro in cui spendere la vita.

Il Movimento che è nato grazie a Wresinski “ATD Quarto Mondo” coinvolge innanzitutto i diseredati e i più sfortunati tra noi trascinando anche una parte considerevole di coloro che finora non hanno visto o voluto vedere il vero mondo della miseria e, ironia della sorte, anche della solitudine.

La “pietas” ai nostri giorni si esprime quasi esclusivamente con il linguaggio del denaro, il grande “moloch” dei nostri tempi: i telethon, la vendita nelle piazze di fiori ed oggetti, mille rivoli per la raccolta di denaro che spesso diventano anche fiume e con cui certamente si possono inondare terre aride, ma l’aridità dell’animo rimane intatta.

Wresinski ha voluto vedere da vicino la moltitudine che mette a disagio il passante, ha chiamato i singoli che la compongono a trovare forza e dignità, ha coinvolto molti a trovare il coraggio di superare ogni difficoltà, a combattere il cinismo di cui la nostra società è totalmente impregnata. Il suo è l’antico messaggio evangelico dell’amore per il prossimo che non ci è mai parso tanto lontano dai nostri contemporanei. Risalire la corrente impetuosa dell’egocentrismo è impresa tra le più ardue: Wresinski ci ha fermamente creduto indicando una via che può renderla possibile.

Sito realizzato con SPIP