“Il tempo stringe,
è il tempo di capire
che non c’è festa
che non sia la festa di tutti”
Père Joseph Wresinski
Cari amici,
Lui non è né grande, né grosso neanche molto forte ma…ama parlare! Ama anche far ridere. Ride su se stesso. Quando gli si domanda l’indirizzo, dice ridendo: 4 rue Ford Fiesta! Infatti la Ford Fiesta è la sua vettura ma soprattutto il suo alloggio!
Oggi è la vigilia del cenone. Fa freddo. Il parcheggio del supermercato è gremito. Finalmente trova un posto alla fine del settore F “aspettami in macchina”. Desidera farle una sorpresa. Lui ha un giubbotto che lo tiene ben caldo, lei non ce l’ha! Sa che qui può trovarne uno come il suo, di almeno due o tre taglie più piccole, perché è molto sottile. Lei è d’accordo di aspettare, perché non ne può più, sente di avere già delle contrazioni. Lei aspetta “Perché non ritorna?” Socchiude la portiera, vede passare una cliente, la chiama. La donna si ferma “Aiutatemi, sto per partorire…”Lentamente la donna si avvicina “Ma io non posso aiutarvi a partorire. Non sono una levatrice. E poi oggi le donne devono partorire all’ospedale, non in una vettura!” “Non posso andare in ospedale perché non ho un indirizzo di casa, mi porterebbero in un foyer per donne sole e io non sono sola. Da due anni vivo con lui, non ci lasciamo un solo momento. Non posso stare senza di lui. Il nostro alloggio è questa macchina. Staremo insieme per le fest. Ci amiamo”.
La cliente, commossa, si china guarda la giovane donna e le dice:”Vado a cercare l’agente di sicurezza, un giorno l’ho visto aiutare una donna che non stava bene; vi aiuterà”. La cliente corre, l’agente di sicurezza capisce subito. Si precipita, si lava le mani, prende una coperta, degli asciugamani, delle bottiglie d’acqua, un sacchetto sterile con delle forbici. Tutti e due corrono verso il settore F.
L’agente si china, parla dolcemente alla giovane donna: “Vi aiuterò, ho già aiutato mia moglie, abbiamo due bambini” Le massaggia la testa e le braccia, lei si rilassa, riprende fiducia. “Andrà tutto bene”.
La cliente protegge con discrezione la macchina dagli sguardi. Un uomo che ha visto si avvicina, la cliente spiega e l’uomo comprende. Arriva un’altra persona, nuova spiegazione…
E il futuro padre durante questo tempo? Lui, è tutto contento…Ha trovato il giubbotto di misura giusta – prima fila di attesa! Poi ha confezionato il regalo con la carta di Natale e vi ha aggiunto dei nastrini dorati – seconda attesa. Uscendo, sente un buon odore di pollo arrosto…e non resiste – terza fila di attesa! Ritorna felice al settore F, scorge un assembramento attorno alla sua vettura corre, travolge tutti, posa i suoi pacchetti sul tetto della macchina. “Siete voi il felice papà?”
Subito comprende. Si avvicina al vetro. Vede una coperta che non riconosce dalla quale spunta una piccola testolina che ha gli occhi chiusi e una bocca con un sorriso. Guarda la sua piccola donna e il suo sorriso gli fa bene… Lei ha vinto.
L’agente di sicurezza gli dice. “Va tutto bene. Ritorno quando finisce il servizio.Lei ha bisogno di riposare. Tra poco vi accompagno a casa mia, vi lascerò la nostra camera. Bisogna che siate tranquilli insieme”.
L’uomo resta con la sua donna…Sentono posare delicatamente delle cose sul tetto della Ford Fiesta…Nastrini di Natale svolazzano davanti al vetro. Ci sono una dozzina di pacchetti. In uno di essi una tartaruga trasparente in vetro intagliato. Lo appendono al soffitto della vettura. Il sole la fa gioiosamente scintillare. E’ il primo Natale del loro piccolo.
* * * *
Ogni volta che passano davanti al supermercato, vanno a salutare l’agente della sicurezza. E’ il loro amico, è contento di vedere il piccino. Oggi lo trova molto arrossato. Gli posa la mano sulla fronte: “Oh, quanto è caldo!” – “Ma è normale che i piccoli abbiano sempre un po’ di temperatura, il sederino irritato, oppure i denti…un colpo di freddo…”. L’agente posa ancora la mano: “No, è veramente troppo caldo. Bisogna andare all’ospedale”. Lei spiega che non può andare all’ospedale. Perché non hanno un alloggio e sicuramente il piccolo verrà affidato ad un asilo-nido e non potrà più stare con loro. Il compagno con calma spiega che con la presenza del bambino, la loro domanda di alloggio otterrà la precedenza e avranno un appartamento più rapidamente. Rassicurata da tanta fiducia, lei acconsente. Vanno all’ospedale. Il piccolo viene ben curato…e poi accolto in un asilo nido.
Il giorno di visita è il mercoledì. Quel mercoledì, lei ha portato un regalo che aveva preparato con tanta cura. E’ un piccolo anatroccolo, ritorna subito in piedi quando lo si fa cadere. Certamente lo divertirà! Quando va all’asilo lei cammina veloce. Sulla porta è scritto “Suonare qui” - attendere che si accenda la luce verde, poi “entrate”.
Lei, va sempre a parlare con la portiera, le chiede come va e se può salire. Ma oggi le viene detto “Non subito…il piccolo dorme ancora”
“…ma è la vigilia di Natale…”
“…si sieda e aspetti un po’…”
“…ma è il compleanno del mio piccolo, potrei sedermi al suo fianco e attendere il suo risveglio…”
Aspetta, dopo poco la fanno salire: ecco il piccolo! Afferra il braccio della madre e si rannicchia su di lei. Ha bisogno di essere cambiato, la mamma chiede un pannolino all’infermiera che glielo porta subito. L’infermiera la guarda, è suo compito assicurarsi che tutto vada bene. Ma la mamma vedendosi osservata, perde sicurezza e fa in fretta, da il regalino di Natale. Il bimbo ride...
E’ il suo secondo Natale!
* * * *
Quell’anno è il papà che acquista il regalo. Ha scelto un telefono con tutti i tasti che suonano una musichetta diversa. Lui, quando va all’asilo cammina lentamente per essere certo che il piccolo sia sveglio al suo arrivo. Sale la scala, va alla sala dei genitori e si siede. Il personale ormai lo conosce. Aspetta il figlio che arriva sempre con una merendina in mano. “Papà, papà giochiamo!” Il piccolo gli offre da mangiare.”Me ne metti un po’ troppo…” Il bambino ne leva un po’. Arriva la responsabile:”Perché non è venuto mercoledì scorso?” “Papà,papà, è caldo mangiamo?”
“Ho trovato un lavoro temporaneo, con i giorni di festa è una fortuna!” La responsabile: “Si! Ma le visite al bambino sono molto importanti…” Il padre guarda il piccolo che aspetta… E’ il suo terzo Natale!
* * * *
Questa volta vanno insieme all’asilo, lei si è fatta bella, porta il suo giubbotto. Lui anche. Fa molto freddo.Dalla sua tasca esce un rumore: “gling! gling!” Sorridono.
Porta dell’asilo…suonate…luce verde…entrate.
Il piccolo è pronto. Quando vede i genitori corre, si strige alla mamma. Lei gli dice di abbracciare il papà. Gli ha portato qualche cosa.”Gling! gling!” Il piccolo apre il pacchetto. Dentro, c’è un grosso bottone e due chiavi –“Il bottone serve per aprire il portone d’entrata, la chiave grande apre la serratura in alto, la piccola quella in basso dell’appartamento”. Il bambino stringe le chiavi in mano. Si rivolge all’animatrice ed esclama. “Io me ne vado…arrivederci!”
Per andare al loro alloggio, dopo 4 anni di attesa, hanno camminato? hanno corso? In ogni caso sono stati molto veloci! La mamma ha sollevato il piccolo perché potesse aprire lui il portone. Entrato nell’appartamento corre direttamente in fondo al corridoio. E’ la sua camera, lo indovina perché una tartaruga pende davanti alla finestra e il sole la illumina con mille raggi. La mamma lo chiama –“Vieni a vedere quello che papà ti ha preparato”. Sulla tavola, c’è un cartone tagliato come un tunnel con 5 nastri per le 5 punte della stella. Ci sono dei giocattolini, al centro si trovano un uomo e una donna e una piccola vettura : una Ford Fiesta in miniatura. All’interno, appoggiata ad un batuffolo di cotone, c’e una mandorla sulla quale sono disegnati due piccoli occhi chiusi e una boccuccia che sorride. E’ il quarto Natale del loro piccolo! Questa non è una favola!
E’ la vita sconcertante di una famiglia parigina che Danielle, volontaria permanente, conosce molto bene. Con la sua équipe la sostiene nell’alloggio di promozione familiare di ATD dove è stata accolta. I clienti del supermercato, che hanno improvvisato dei gesti intorno a questa nascita…l’agente di sicurezza, il personale dell’asilo nido rappresentano ognuno di noi che vogliamo lasciarci coinvolgere e interrogare dai più poveri.
In questo periodo di incertezza, non è forse urgente ritrovare un modo di vivere insieme che rafforzi la nostra comune umanità?
Buone feste!
Per i volontari
Gabrielle Erpicum