Cari amici,
questo 17 ottobre , a Roma ma anche in molte altre città e paesi d’Italia, la giornata mondiale del rifiuto della miseria è stata segnata da numerose iniziative. La cerimonia che si è svolta sul Sagrato della Basilica di S. Giovanni in Laterano, intorno alla Lapide in onore delle vittime della miseria inaugurata nell’ottobre del 2000, è stata il coronamento e il riferimento della giornata: la sobrietà, la dignità e l’autenticità di ogni intervento hanno segnato lo spirito e raggiunto il cuore di ognuna delle persone presenti. Più che gli anni precedenti, la stampa ha manifestato il suo interesse. Troverete qui, più oltre, qualche eco di questa giornata. Altre informazioni, come la maggior parte dei testi evocati possono essere consultati sulla sezione italiana del sito della giornata (www.oct17.org), un sito le cui pagine italiane, come in quello del Movimento (www.atd-quartmonde.org ), non hanno smesso di svilupparsi dopo il loro lancio avvenuto un anno fa. Vi incoraggiamo a consultarle ed a farle conoscere intorno a voi.
Punto di conclusione di tutto un anno, il 17 ottobre è anche il punto di partenza dell’anno seguente. Riceverà tutto il suo senso solo se ci provoca ad impegnarci di più, là dove siamo, nella lotta per il rispetto della dignità e dei diritti dell’uomo. Senza questo, rischia di divenire rapidamente un rito senza significato.
È per questo che, all’indomani di questa celebrazione annuale, desideravamo rileggere con voi le parole che P. Joseph Wresinski pronunciava il 17 ottobre 1987 in conclusione della giornata:
«Che faremo ora, noi, i cittadini?
Che faremo, noi, le famiglie del Quarto Mondo,
perché insieme, le nostre città, la nostra vita quotidiana siano infine degne dell’umanità che abbiamo in noi, che noi portiamo?E voi giovani, che siete impazienti di giustizia, che siete impazienti di verità,che farete nelle vostre scuole, nelle vostre università, nelle vostre case dei giovani? Sarete degli iniziatori di questa nuova strada dove la giustizia vincerà sul profitto, sullo sfruttamento, la pace sulla guerra, dove la giustizia e l’amore saranno riconciliati?
Bisogna vivere con l’avvenire.
L’avvenire è nelle vostre mani.
Il mondo di domani sarà il vostro».
L’associazione degli Amici del Movimento ATD Quarto Mondo in Italia, che io ho l’onore di presiedere dalla sua creazione nel 1999, è una delle sezioni più giovani del Movimento Internazionale ATD Quarto Mondo. I suoi mezzi umani, materiali, finanziari sono ancora modesti e la sua presenza nel paese resta discreta a dispetto dei progressi importanti compiuti in questi ultimi anni.
Uno scoglio è stato sicuramente superato con l’occasione dell’inaugurazione, il 15 ottobre 2000, della Lapide di Roma. La pubblicazione, un anno più tardi, del libro «Parole per il domani», primo dei quattro libri del P. Joseph pubblicato in italiano ha rappresentato un passo di più. Bisogna raddoppiare i nostri sforzi per diffonderlo. La celebrazione del 17 ottobre non ha smesso di crescere in forza dal 1998. Delle pagine italiane sono state create sul sito internet del Movimento. Da settembre 2001, disponiamo di una piccola sede, in un modesto locale al centro di Roma: attende la vostra visita. Infine, nel settembre 2002, un giovane italiano, Pierluigi Toso, di Padova, ha raggiunto il volontariato internazionale ATD Quarto Mondo, dove è attualmente in formazione.
Questi progressi sono incoraggianti. Ne chiamano altri. È ora che dobbiamo mobilizzarci per segnare una nuova tappa. E per questo, abbiamo bisogno di voi. Di ciascuno di voi. Ciascuno può portare il proprio contributo, grande o piccolo. Siamo veramente al momento della verità.,
Coloro che durante gli anni, con una pazienza ed un coraggio senza limiti, hanno accettato di essere la casella delle lettere e il punto di contatto del Movimento nel nostro paese - penso qui particolarmente a Chantal Proca e Paul Savary, che, prima di me e per lunghi anni, vi hanno regolarmente tenuto al corrente dell’attualità del Movimento in Italia e nel mondo - sono stati e sono toccati dalle prove che la vita umana ci riserva fra cui la malattia e la morte di un congiunto. La maniera migliore di manifestare loro il nostro affetto e la nostra riconoscenza è di prendere ora sulle nostre spalle quel che essi hanno portato con una fedeltà indefettibile.
I bisogni e le possibilità di aiutarci sono molteplici e troverete annesso un inventario dei campi in cui - in modo urgente - abbiamo bisogno del vostro impegno personale.
È unito ugualmente a questa lettera un depliant di presentazione delle cartoline di auguri stampate e vendute dal Movimento. Da 40 anni, queste cartoline di auguri, oltre alle risorse finanziarie che procurano al movimento, sono il portavoce nel mondo intero di una delle battaglie più originali del Movimento: quello per il sapere, la cultura, l’arte e la poesia. Poiché, come ripeteva P. Joseph, «il meglio di se stessi alla fine condiviso, è proprio questa la risposta all’esclusione umana». Siamo molto lontani dalla diffusione che potevamo sperare in Italia. Abbiamo venduto, in questi ultimi anni, dalle 500 alle 800 cartoline. Vorremmo almeno raddoppiare questa cifra da quest’anno. Altri depliant sono a vostra disposizione se volete farli conoscere ai vostri amici. Fateli conoscere anche nei vostri luoghi di lavoro, nei vostri luoghi di culto, nelle associazioni di cui siete parte.
Stiamo preparando il programma di lavoro 2003 della nostra Associazione. Vi sarà inviato al più presto. Sin d’ora, vi invito ad annotare la data di martedì 10 dicembre 2002, ore 19.00: terremo l’incontro del Circolo di pensiero Joseph Wresinski, creato ormai otto anni fa, presso la sede della Fondazione Labos, Viale Liegi, 14, terzo piano, 00198 Roma. Nell’occasione della Giornata internazionale dei Diritti dell’uomo, rifletteremo sulle conseguenze del riconoscimento della miseria come una violazione dei diritti dell’uomo. Nel corso di quella stessa sera, sarà presentato il programma 2003 del nostro Circolo. Questa riunione è pubblica ed aperta a tutti: non esitate a parlarne intorno a voi. Per riceverne l’invito, chiamare Gianfranco Giro al numero 06.321.33.62.
Vi ringrazio, cari amici, se leggerete con la stessa attenzione, gli allegati a questa lettera e delle vostre proposte. Siamo ad una svolta della nostra storia. A noi di giocarcela bene.
Con tutta la mia amicizia,
Claudio Calvaruso
Presidente