“Abbiamo bisogno che il mondo si mobiliti con noi per aiutarci, ma anche per piangere con noi”

Le notizie allarmanti giunte da Haiti hanno provocato nel Movimento una grandissima inquietudine…Cosa sarà successo alle famiglie, ai nostri amici, ai volontari? E di quella persona,…e dell’altra, che ne sarà stato? Noi vi abbiamo vissuto una lunga storia e vi abbiamo tanti amici. Nei primi tre giorni dopo il terremoto non abbiamo mai smesso di chiamare la nostra équipe e gli amici, collegandoci notte e giorno per non perdere nessuna possibilità di riuscire ad avere un contatto, di udire almeno una voce, forse un grido o delle lacrime.

Haiti separata dal resto del mondo. La popolazione abbandonata in mezzo alle macerie durante ore ed ore, di fronte all’incomprensibile. La nostra équipe si trovava in un quartiere popolare di Port-au-Prince, condividendo le stesse paure delle famiglie.
(testo completo sotto).