Mons. Stanislaw Rylko
Presidente
Pontificio Consiglio per i Laici
Città del Vaticano
XVII anniversario della morte del servo di Dio P. Joseph Wresinski
Battistero di San Giovanni in Laterano, 13 febbraio 2005
Un saluto cordiale a tutti i membri e amici del Movimento ATD Quarto Mondo, dei Circoli di pensiero Joseph Wresinski e del Gruppo di riflessione Università e Miseria. Vi ringrazio per l’invito a presiedere questa Eucaristia. Mentre ricordiamo il XVII anniversario della morte di servo di Dio P. Joseph Wresinski, ci uniamo tutti in preghiera per la sua pronta beatificazione. Ma in maniera particolare preghiamo per tutte le vittime della miseria nel nostro mondo, a cui Padre Wresinski ha dedicato la sua vita. Preghiamo anche per tutti coloro che in varie parti del mondo, fedeli al suo carisma, stanno portando avanti la sua nobile opera.
All’inizio di questa celebrazione predisponiamo i nostri cuori all’incontro con il Signore e invochiamo la sua misericordia. Celebriamo questa Eucaristia nell’antico Battistero romano che ci ricorda il nostro Battesimo grazie al quale siamo diventati figli di Dio. Chiediamo a Dio il perdono di tutti i nostri peccati e soprattutto di tutte le nostre infedeltà alle nostre promesse battesimali:
Signore, che nell’acqua e nello Spirito ci hai rigenerato a tua immagine, abbi pietà di noi...
Cristo, che mandi il tuo Spirito a creare in noi un cuore nuovo, abbi pietà di noi...
Signore, che ci fai partecipi del tuo corpo e del tuo sangue, abbi pietà di noi...
Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.
1. Con il rito dell’imposizione delle ceneri, siamo entrati nel tempo della Quaresima. La Chiesa - Madre e Maestra, attraverso l’itinerario quaresimale ci prepara ogni anno a vivere in maniera sempre più profonda il mistero della Pasqua del Signore. La Pasqua, cioè la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte - mediante la sua Croce e la sua Risurrezione - è un avvenimento centrale del cristianesimo. Per questo il tempo di Quaresima è cosi importante per ciascuno di noi. L’Apostolo ci esorta tutti: "Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza ..." (2 Cor 6,2). La Quaresima è un dono da accogliere con gratitudine e con grande senso di responsabilità per non sprecarlo.
Ogni Quaresima ci introduce nell’essenziale della nostra vita cristiana. In maniera particolare ci interroga circa l’uso che facciamo della nostra libertà. Questo è, appunto, il tema della liturgia della parola dell’odierna domenica. Nella prima lettura, tratta dal libro della Genesi, ci viene ricordato il primo peccato nella storia dell’umanità - il peccato originale. E’ stato un peccato di disobbedienza di fronte a Dio. L’uomo, creato alla somiglianza e all’immagine di Dio, ha ricevuto dal suo Creatore il dono prezioso della libertà. Purtroppo, questo dono l’ha rivolto contro Dio. Si è lasciato ingannare dal serpente - come dice il Libro della Genesi - cioè dal satana. Ecco, dunque, il dramma della libertà umana ... Ecco la tentazione di sempre: "Diventa tu stesso dio!" E’ una tentazione da sempre presente nel cuore umano, di voler reinventare la propria vita, ma senza Dio o addirittura contro Dio. Vivere cioè come se Dio non ci fosse ... L’uomo è caduto così nella schiavitù del peccato da cui da solo non poteva uscire. Dio, ricco di misericordia, non l’ha - però - abbandonato. E cosi è iniziata la storia della salvezza che nella persona di Cristo, Redentore dell’uomo, troverà il suo compimento. Nella seconda lettura tratta dalla lettera ai Romani, San Paolo ci spiega il suo significato più profonde: "Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà la vita /.../ Similmente come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, cosi anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti" (Rm 5,17-19). Cristo mediante la sua Croce e la sua Risurrezione ci libera dalla schiavitù antica del peccato e ci indica la strada verso la libertà vera. Nella lettera ai Galati l’Apostolo ci esorta: "Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù" (Gai 5,1): la libertà è dunque un dono e al tempo stesso un compito che ognuno di noi affronta lungo tutta la sua vita ... Nel Vangelo vediamo Cristo che all’inizio della sua missione pubblica, dopo aver pregato e digiunato nel deserto per 40 giorni, si lascia tentare dal satana. Il satana che - come abbiamo visto - ha vinto all’inizio della storia dell’umanità, ora viene da Cristo definitivamente sconfitto. Nella storia dell’umanità si apre un capitolo completamente nuovo. Sant’Agostino scrive al proposito: "Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu /.../ Se siamo stati tentati in Lui, sarà proprio in Lui che vinceremo /.../ in Lui tu sei vincitore!" Questo è il grande messaggio di speranza che risuona nel tempo della Quaresima: "In Lui tu sei vincitore ...!" Cristo ci indica la via verso la libertà. Ci dimostra che la libertà vera è sempre radicata in Dio. Cristo dice: "non di solo pane vivrà l’uomo, ma da ogni parola che esce dalla bocca di Dio." ... "Non tentare il Signore Dio tuo ...". "Vattene, satana! ... Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto ..." La Quaresima è il tempo di un particolare combattimento spirituale nella vita di ciascuno di noi - per ridare a Dio il posto centrale nella nostra vita. La liturgia della parola ci ricorda oggi che l’unico garante della nostra grandezza, della nostra dignità e della nostra libertà è Cristo e il suo Vangelo.
2. In questo contesto della I Domenica della Quaresima ricordiamo la figura del servo di Dio, P. Joseph Wresinski. La sua vita e la storia della sua vocazione sono veramente straordinari. Nella sua giovinezza ha conosciuto la povertà e la miseria estreme. Si potrebbe dire che la vita non gli ha risparmiato nulla ... In questa maniera Dio lo preparava ad una missione particolare che gli voleva affidare tra i più poveri, emarginati, esclusi della società. La preoccupazione più grande della sua vita è stata: come restituire a tutti i più miseri del mondo la loro dignità umana, i loro diritti fondamentali e la loro libertà. Non si trattava di creare ancora un istituto di beneficenza a favore dei poveri. Lui sapeva, dall’esperienza propria, quanto umiliante per i poveri sia a volte una certa beneficenza o filantropia. Ha scelto quindi una strada diversa. Quando ha scoperto la propria vocazione sacerdotale, fin dall’inizio voleva essere un prete per tutti - ma specialmente per i più poveri. Ha deciso di farsi "compagno dei poveri", uno di loro, condividendo la loro vita - perché solo così si diventa credibili ai loro occhi. Ha dato loro la sua vita ... Padre Joseph Wresinski, figlio della miseria, è diventato per tanti poveri e miseri nel mondo grande segno di speranza. Il suo desiderio più profondo era quelle di essere "la voce del suo popolo che soffre e spera." La sua regola pastorale era: "amare per conoscere e conoscere per amare di più ..." E da questo amore sono nate tante iniziative concrete a favore dei poveri: cooperative, mense, asili, laboratori e anche delle cappelle, luoghi di preghiera. E’ da questo amore che è nato il Movimento ATD Quarto Mondo. Questo amore e questo carisma hanno in qualche modo trasformato la vita di tutti voi che oggi partecipate a questa Eucaristia. Ringraziamo oggi Dio per la persona del Servo di Dio, per l’esempio della sua passione per i miseri e per i poveri che ci ha lasciato, e ringraziamo per il dono del suo carisma che continua a vivere e ad essere operante in tanti suoi figli e figlie spirituali che vivono in varie parti del mondo. Il servo di Dio P. Joseph ha preso come suo, il principio di San Vincenzo di Paolo: "I poveri sono i nostri maestri ..." Credo che proprio nel tempo di Quaresima dobbiamo aprire le nostre orecchie al loro insegnamento. Non si tratta, ovviamente, solo di elemosina oppure di qualche atto di beneficenza -come qualcuno potrebbe pensare. Sarebbe troppo semplice! Cristo ci chiede di guardare più a fondo: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me ..." (Mt 25,40). Dietro la povertà e miseria sta Cristo stesso, e Lui stesso ci interpella nei poveri. La Quaresima è un invito ad aprire il cuore a Cristo nei poveri che incontriamo sulla nostra strada e bisogna farlo in modo molto concreto ...
I poveri ci insegnano, inoltre, di non deporre la nostra speranza e la nostra sicurezza nei beni di questo mondo. E’ una lezione particolarmente importante nella nostra società occidentale sazia e opulenta, in cui regna il consumismo sfrenato e un’idolatria delle cose. Cristo dice: "Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore" (Mt 6,19-21). E nell’Apocalisse troviamo le parole ancora più forti: "Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla, ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo" (3,14). La Quaresima è un tempo in cui siamo chiamati a riscoprire la nostra povertà e miseria interiore. Siamo anche chiamati a riscoprire nella nostra vita cristiana l’importanza dell’"essere" - "essere" sempre di più, e non solo di "avere" - "avere" sempre di più. E’ un richiamo alla libertà nei confronti delle cose, per non essere schiavi delle cose che possediamo - per saper condividerle generosamente con chi ne ha bisogno, con chi soffre la miseria. In questo senso il servo di Dio P. Joseph Wresinski ci dà una lezione molto esigente. Preghiamo dunque per lui, per la sua pronta beatificazione, preghiamo per tutta la sua opera a favore dei poveri e dei miseri nel mondo - e preghiamo anche per noi, perché durante questa Quaresima impariamo qualcosa dal suo esempio, cioè di non chiudere il nostro cuore ai poveri che vivono accanto a noi.
Comunicato dell’agenzia Zénit