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Messaggio di primavera 2006: Sguardi.

martedì 2 maggio 2006.

MESSAGGIO DI PRIMAVERA 2006

Sguardi....

Cari amici,

1965 - Taccuino di viaggio

“Sono sull’autobus.[davanti a me], una donna con la sua bambina. Sale una piccola mendicante e si interessa alla bambina che le risponde. La madre richiama la figlia e le dice “ è una sciocca”. Allora, la bambina guarda la piccola mendicante con un altro sguardo, come una sciocca”.

Siamo nel 1965. Il nostro fondatore, padre Joseph Wresinski, era in quel tempo in India. Poche righe scritte a mano con una bic rossa, tra altre pagine piene di note, di indirizzi e riflessioni, mi colpiscono profondamente. Mi sono rimaste dentro per sempre. E’ duro. La forza dello sguardo che accoglie o che ignora, che crea discordia o invita all’incontro, che giudica o che compatisce. “Lo sguardo che uccide” dopo essere stato turbato dalle parole di un adulto sussurrate all’orecchio di un bambino.

2005 - Da dove mi giunge questo nuovo sguardo?

“Sono cinese, l’ottava di una famiglia di contadini. Fino a qualche tempo fa, mi sono trascinata dietro la vergogna di uno sguardo che si riferiva al mio ambiente. Mio padre sapeva a mala pena leggere e scrivere, mia madre era analfabeta. A 18 anni ho lasciato la campagna. Quando ero all’Università, ho sempre più sofferto per la differenza tra gli studenti che provenivano da ambienti agiati, colti e quelli che non lo erano. Mi vergognavo di parlare “minnan”, la mia lingua materna. Quando telefonavo ai miei da una cabina telefonica, guardavo prima che vicino non ci fossero altre persone perché non volevo che mi sentissero parlare una lingua che, allora, era considerata inferiore. Un giorno, al mio paese, ho incontrato dei volontari di ATD Quarto Mondo. Grande fu la mia sorpresa! Essi non cessavano di valorizzare l’esperienza e il sapere di ognuno. Ascoltavano tutti con grande interesse sia che si trattasse di persone molto povere, additate da tutti, che di eminenti professori di università, sia di semplici persone del luogo che di grandi maestri di spiritualità . Non soltanto li ascoltavano ma annotavano con scrupolo, come pescatori che temono che i buoni pesci possano scappare dalle reti. Volevano conoscere il mio paese. Soprattutto, mettevano l’accento sulle esperienze vissute e il pensiero dei più poveri. Il loro atteggiamento mi coinvolse. Da dove viene questo nuovo sguardo? Perché a scuola non mi hanno mai detto che i poveri hanno un pensiero e un sapere inediti, che i contadini analfabeti non sono così ignoranti come si fa credere e che possono rendere il mondo migliore se si sa bene ascoltarli e meditare. E’ allora che ho compreso che gli innumerevoli sforzi e l’incredibile coraggio dei miei genitori, contadini analfabeti, di allevare 8 figli dovevano essere riconosciuti, in primo luogo da me stessa, in quanto portatori di preziose esperienze e di pensieri validi per l’intera umanità. Io cerco di capire da dove viene questa luce che ha levato l’ombra della vergogna che mi aveva profondamente segnata nella giovinezza. Avevo un grande desiderio di conoscere il fondatore di questo Movimento. Ma non conoscevo ancora la sua lingua. Ho dovuto imparare il francese perché non esistevano traduzioni delle sue opere in lingua cinese. Il cammino dell’incontro con lui sarà lungo. Quante volte, attraverso i miei sforzi di tradurlo in mandarino mi è tornata alla mente la frase di Confucio: “Chi al mattino ha conosciuto la Via, alla sera può morire contento”. Ciò che ho potuto comprendere della Via del Padre Joseph è ancora troppo poco, ma sono già piena di gioia. Sono consapevole che debbo andare ancora più lontano. Grazie a lui, la via dei più poveri è diventata per me un riferimento. Il Quarto Mondo mi ha immensamente servito nella mia vita familiare, professionale e spirituale. Gli devo molto. Per questo sono diventata una volontaria e mi sono impegnata a far conoscere il pensiero di Padre Joseph nel mondo cinese. Amartya Sen, premio Nobel di economia del 1998, diceva: “Ciò che vi è di specifico in coloro che noi riconosciamo come pensatori è che le loro riflessioni non solo li hanno portati a rivalutare i loro sentimenti, ma hanno anche condotto altri a rivalutare i propri e a concepire il mondo in modo diverso”. Padre Joseph mi ha permesso di riesaminare il sentimento di vergogna e di considerare i valori degli esseri umani in modo più profondo e giusto. Mettendo i più poveri nel cuore di tutti, la vergogna non vi avrà più posto e ogni uomo, per quanto sia povero, avrà più fiducia in se stesso poiché gli altri avranno creduto in lui e, a sua volta, egli crederà profondamente che ha delle cose importanti da condividere con loro. Così, non saranno più privati di questa ricchezza umana, per lungo tempo nascosta dal disprezzo e dall’ignoranza”. Il suo nuovo sguardo, Shwu Shiow ha accettato che io ve lo confidassi.

Ed io inizio ad interrogarmi: chi avrebbe creduto che un bambino nato in un campo di internamento* nel pieno della guerra e nell’indigenza più totale, sarebbe ritornato “con tanto vigore” nell’inferno della miseria per trasformarlo in un luogo di incontro di uomini, di donne, di giovani, di bambini di ogni ambiente e convinzione che insieme proclamano “no alla miseria”. Egli lo ha fatto 50 anni fa. Oggi il suo messaggio è una straordinaria scoperta per molti, che spesso lo riprendono e lo vivono senza far parte del Movimento, nei cinque Continenti. “Chi seguite da tanti anni?” ci chiedono gli africani. Non si segue uno sconosciuto, Padre Joseph Wresinski è un uomo che fa pensare, del quale noi proseguiamo la storia. Nella fiducia di una condivisione dinamica e costruttrice di avvenire, noi confermiamo il nostro entusiasmo di poter vivere con voi, questo nuovo sguardo sul mondo.

Per i volontari Gabrielle Erpicum

*Padre Joseph Wresinski ,1917-1988

Il messaggio di ATD Quarto Mondo viene pubblicato tre volte all’anno: evoca tempi forti di incontro e di impegno con le famiglie più povere; ha lo scopo di permettere, a chi lo vuole e lo può, di dare un aiuto finanziario, indispensabile all’azione del Movimento; cerca anche di incoraggiare ciascuno a sviluppare uno spirito di fraternità contro la miseria attraverso il dialogo.

Associazione degli Amici di ATD Quarto Mondo in Italia: via S.Agata dei Goti, 34 00184 Roma tel.06/4744600 conto corrente postale n° 61201026

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